Funnel di Conversione 4.0: dal Goldfish al Messy Middle – seconda parte

Com’è cambiato il concetto di Funnel nel tempo?

Passando in rassegna i diversi modelli di Funnel siamo approdati a Luglio 2020, quando Alistair Rennie e Jonny Protheroe, del Team Google, ipotizzano una meno sistematica evoluzione del procedimento di acquisto. L’utente non sguazza più in un imbuto preordinato ma in un “Messy Middle”, ovvero una sorta di miscuglio primordiale in cui effettua una serie di evoluzioni potenzialmente infinite, che lo portano prima fuori poi dentro al miscuglio.

Le uniche due fasi che si evidenziano nel Messy Middle sono quella Esplorativa e quella Valutativa, che gli utenti attraversano più e più volte utilizzando indiscriminatamente Social, Motori di Ricerca, Comparatori.

In questo guazzabuglio di idee, vige soltanto la legge dei bias cognitivi. Capisaldi che dovrebbero far propendere la scelta su un brand piuttosto che sull’altro.

I bias cognitivi, però, non sono nient’altro che il potere delle informazioni aggiuntive, della rapidità di azione, delle offerte e soprattutto delle tirature limitate, per poi sfociare nella Brand Reputation e nell’Influencer Marketing.

Cade così completamente il concetto di strategia, di Funnel di Conversione preordinato. Anni e anni di studi inghiottiti nell’oblio. A dominare è solo e soltanto il caos.

Scenario apparentemente apocalittico ma… secondo il mio punto di vista esistono ancora alcune regole sulla base delle quali operare un buon marketing, discostandosi comunque dal vecchio concetto di Funnel e mettendosi al servizio di un utente confuso e disordinato:

CURARE LA BRAND REPUTATION

Curiamo il nostro nome online e offline con ogni mezzo a disposizione. Dotiamoci di Alert Google per la menzione del nostro marchio online e rispondiamo ad ogni recensione sul nostro conto, sul web così come sui nostri Social Network. Una recensione negativa può essere un’opportunità.

ESSERE PRESENTI E COERENTI

Non esserci ovunque. Non servono Pinterest, Instagram, Tik Tok, Facebook, se non abbiamo chi ne gestisce con stile la linea editoriale. Ma esserci, per quello che è possibile sui giusti canali, presentandoci con un’unica voce perfettamente ORGANIZZATA IN UN PIANO STRUTTURATO. Modificheremo la tipologia di messaggio, la foto, la linea editoriale per adattarci ai diversi social, ma il risultato sarà un bellissimo e variopinto unicum, noi!

ACQUISIRE LEAD

Non esisteranno più le mezze stagioni e i funnel di conversione, ma quello che resta certo è il valore della lead. La nostra strategia non può fare a meno di un piano strutturato di landing pages finalizzate all’acquisizione di una mail, un numero di telefono, o una qualsiasi lead a nostro avviso importante (download offerta, iscrizione canale Youtube, iscrizione alla newsletter…). Attraverso la lead noi abbiamo la preziosa opportunità di far sentire la nostra voce più da vicino.

ACCORCIARE IL PERCORSO TRIGGER-ACQUISIZIONE

Eccolo il segreto. Far passare meno tempo possibile tra l’entrata nel processo e l’acquisto, in modo tale che l’utente non si perda nello studio di altri competitors. Certamente ci viene in aiuto la lead, un mezzo molto interessante che può fare al caso nostro per accorciare i tempi.

ESSERE DIVERSI E TRASPARENTI

Scherzavo, il vero segreto viene sempre alla fine! Semplice e lineare e… senza sforzi! Se sappiamo chi siamo e cosa vogliamo sarà semplice diversificarci in un mondo di competitors tutti uguali e mostrarci in maniera trasparente. Solo così potremo veramente far innamorare di noi il nostro sempre più confuso utente che dopo tante evoluzioni troverà in noi un porto sicuro.

 

 

 

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